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Conoscere Pietravairano

Menzionato in un documento del 1070, conservato nell'archivio dei Benedettini di Montecassino, come Castrum Petrae, il toponimo è anche citato in Catalogus Baronum (1150-1168) di epoca normanna che lo attribuisce come feudo ad un personaggio della famiglia de Petra, che proprio da quel feudo prende il suo nome, Alexander de Petra, definito signore del castello di Petra; in seguito altri personaggi della famiglia, citati nei registri angioini, vengono definiti signori di Petra: Giovanni de Petra (1272), suo figlio Roberto (1276), Seneballo de Petra (1289), Nicola III de Petra (1415). Successivamente fu feudo dei de Roccaromana, dei Marzano, dei Cicinello, dei Como, dei Montaquila e, alla fine del secolo XVI, passò stabilmente alla famiglia Grimaldi, che lo mantenne fino all'eversione della feudalità.
L'antico nucleo del paese presenta alcune caratteristiche delle sue origini medievali; nella parte apicale è un torrione tronco-conico angioino. Di particolare interesse è il Santuario di Santa Maria della Vigna, a nord dell'abitato, ricostruito nel secolo XVII, che conserva nella sua cripta originaria interessantissimi affreschi tardogotici.

La storia

Il toponimo, derivato dall'antica denominazione della Terra della Pietra prope Vairanum è composto di pietra (roccia, masso e simili), che indubbiamente può farsi risalire all'ambiente naturale in cui è sorto il paese, e di Vairano, specificazione derivata dal nome del vicino centro di Vairano Patenora. I numerosi e significativi rinvenimenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti sannitici, sulle alture di Monte Caievola e di Monte San Nicola, e di ville romane in pianura, in località Rivozzo e San Martino Vecchio di San Felice. Il documento più antico, nel quale è menzionato il castrum Petrae, risale al 1070 e si conserva nell'Archivio di Montecassino. Pietravairano fece parte della Baronia di Roccaromana ed in seguito fu feudo, tra gli altri, dei Montaquila, dei Marzano, dei Consalvo ed infine dei Grimaldi che lo possedettero con il titolo di marchesato sino al 1805 quando la feudalità fu abolita nel Regno di Napoli.Nel 1544 il feudatario Don Paolo Mastrogiudice concesse ed approvò gli Statuti Municipali che il 15 febbraio 1547 ottennero anche il Regio assenso. L'agglomerato medievale era racchiuso da una cinta di mura, con numerose torri rotonde,che iniziava e si concludeva con il Castello che conserva tuttora l'intera cortina con due porte, una dal lato del paese e l'altra verso la montagna; nel suo interno vi sono una grande e robusta torre a forma cilindrica, una piccola Cappella dedicata alla Santa Croce e grandi cisterne sotterranee per raccogliere e conservare l'acqua piovana.Nella fortezza era ubicato il carcere locale. Nei tempi più antichi vi erano soltanto tre porte Porta Sant'Andrea, Porta vigna e la Porta della Grotta. In seguito, con l'estendersi dell'abitato si aggiunsero la Porta Nova, la Porta del Cauto e la Porta San Sebastiano.Il nucleo più antico era ristretto tra il Castello e l'attuale via Collegiata sulla quale si apriva la portella, che rappresentava la porta di soccorso della fortezza. Successivamente, per contenere l' accresciuta popolazione, il centro urbano si sviluppò anche nella parte sottostante alla via Collegiata dando origine alla zona denominata sotto la Chiesa.Oltre alla Porta della Grotta, la più antica e l'unica che consentiva un comodo accesso da e per la pianura sottostante,va evidenziata quella di Sant'Andrea che immetteva nella Piazza ove, per privilegio reale risalente al 1741, si teneva ogni mercoledì un pubblico mercato. Sulla Piazza si affacciavano la Collegiata di Sant'Eraclio ed il Palazzo dei Marchesi Grimaldi, una delle famiglie patrizie più insigni nel Regno di Napoli, che possedette molti feudi e nel 1596, in persona di Ansaldo acquistò il feudo di Pietravairano sul quale fu trasferito il titolo di marchese già concesso loro nel 1581 sul feudo di Modugno. I Grimaldi avevano il privilegio di assistere alle funzioni religiose in Sant'Eraclio da un coretto, munito di grata, posto al di sopra dell'organo, che potevano raggiungere attraverso un passetto, sovrastante via Collegiata, tra la Chiesa ed il loro Palazzo. La famiglia Grimaldi, ebbe sempre a cuore le sorti del Convento di Santa Maria della vigna nel quale possedeva due cappelle gentilizie con annesso sepolcro: la Cappella del S.S. Nome di Dio e quella di Sant'Andrea.Tra gli altri va ricordato il Cardinale Nicola Grimaldi, il quale fu Legato pontificio a Bologna. Nella Piazza era ubicato, altresì, il sedile ovvero lo Segio comone, ove si svolgevano le riunioni del Parlamento cittadino, e, per il rispetto che si doveva a questo luogo, era severamente proibito insudiciarlo o portarvi animali. Il Parlamento cittadino, al quale potevano intervenire tutti i capofamiglia senza alcuna distinzione di condizioni personali o sociali,si era sviluppato nel Regno di Napoli intorno all'età angioina e la sua competenza non si esauriva nella nomina dei pubblici amministratori ma si estendeva a tante altre attività, soprattutto in materia di entrate e di controllo delle spese. Nella zona alta del paese, oltre al Castello, sono ubicati i maggiori monumenti storici ed architettonici del passato: la Collegiata di Sant'Eraclio ed il Convento di Santa Maria della vigna. La Chiesa Madre di Pietravairano, dedicata al protettore Sant'Eraclio, vescovo e martire africano, va senz'altro annoverata tra le parrocchie più antiche della Diocesi di Teano-Calvi , essendo accertata la sua fondazione ad opera di un certo presbitero Pietro e la sua esistenza quale ufficio curato sin dal i l82,così come si evince da una pergamena in gotico beneventano custodita in archivio. Nel 1742, con Bolla del Pontefice Benedetto XIV, è stata elevata a Collegiata insigne e nel 1791 ha avuto anche un proprio statuto approvato dal re Ferdinando IV di Borbone. Poco distante dal centro storico di Pietravairano sorge il complesso monumentale del Convento di Santa Maria della vigna, davanti al quale l'8 settembre di ogni anno, aveva luogo il pubblico Parlamento per l'elezione degli amministratori annuali dell'Università.L'origine del convento di S. Maria della vigna è legata ad una pia e secolare tradizione che ricorda la scoperta - avvenuta nel 1384 nella vigna di un certo Paolo Della Vecchia - di un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria nell'atto di porgere un chicco di uva al Bambino Gesù che tiene sul grembo. Tanta fu la devozione verso la santa Immagine che venne edificata una cappella incorporata, in seguito, nella chiesa alla quale si è aggiunto il Convento abitato dai Padri Domenicani sino al 1809, anno in cui furono costretti a lasciarlo a seguito della soppressione disposta dal Re Gioacchino Murat. NeI 1834 il Convento era concesso ai Minori Osservanti della Provincia di San Ferdinando in Molise che lo tennero sino al 1866 allorquando il Convento fu devoluto ancora una volta allo Stato che ne fece gratuita cessione al Comune. I Francescani, che non avevano mai abbandonato l'idea di rientrare nel proprio Convento, lo ricomprarono nel 1897 come privati cittadini. Dalla compravendita venne esclusa la Chiesa che è rimasta di proprietà comunale. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il convento di S. Maria della vigna fu luogo di rifugio per la popolazione inerme esposta ai bombardamenti degli Angloamericani ed alla ferocia dei tedeschi in ritirata. Presso il Convento, sino alla chiusura avvenuta nel 1992, è stato attivo un Istituto per minori, al quale si è dedicato con impegno esemplare il defunto Padre Cipriano Caruso, un francescano che amò immensamente la Madonna della vigna dedicandosi generosamente al prossimo più indifeso. Agli inizi del XX° secolo, all'ombra del convento di Pietravairano visse il futuro Padre Agostino Castrillo OFM, vescovo di S. Marco Argentano e Bisignano, morto in concetto di santità il 26 ottobre 1955. E' senz'altro un onore per la comunità di Pietravairano annoverare tra i suoi figli questo Pastore umile e zelante che nel suo cammino verso la Gerusalemme Celeste ha lasciato tracce indelebili di fede, di carità ed umanità.
La Chiesa Matrice di Pietravairano, dedicata al protettore Sant'Eraclio, vescovo e martire africano, va senz'altro annoverata tra le parrocchie più antiche della Diocesi di Teano-Calvi , essendo accertata la sua fondazione ad opera di un certo presbitero Pietro e la sua esistenza quale ufficio curato sin dal i l82,così come si evince da una pergamena in gotico beneventano custodita in archivio. Nel 1742, con Bolla del Pontefice Benedetto XIV, è stata elevata a Collegiata insigne e nel 1791 ha avuto anche un proprio statuto approvato dal re Ferdinando IV di Borbone. Poco distante dal centro storico di Pietravairano sorge il complesso monumentale del Convento di Santa Maria della vigna, davanti al quale l'8 settembre di ogni anno, aveva luogo il pubblico Parlamento per l'elezione degli amministratori annuali dell'Università. L'origine del convento di S. Maria della vigna è legata ad una pia e secolare tradizione che ricorda la scoperta - avvenuta nel 1384 nella vigna di un certo Paolo Della Vecchia - di un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria nell'atto di porgere un chicco di uva al Bambino Gesù che tiene sul grembo.Tanta fu la devozione verso la santa Immagine che venne edificata una cappella incorporata, in seguito, nella chiesa alla quale si è aggiunto il Convento abitato dai Padri Domenicani sino al 1809, anno in cui furono costretti a lasciarlo a seguito della soppressione disposta dal Re Gioacchino Murat. NeI 1834 il Convento era concesso ai Minori Osservanti della Provincia di San Ferdinando in Molise che lo tennero sino al 1866 allorquando il Convento fu devoluto ancora una volta allo Stato che ne fece gratuita cessione al Comune. I Francescani, che non avevano mai abbandonato l'idea di rientrare nel proprio Convento, lo ricomprarono nel 1897 come privati cittadini. Dalla compravendita venne esclusa la Chiesa che è rimasta di proprietà comunale. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, il convento di S. Maria della vigna fu luogo di rifugio per la popolazione inerme esposta ai bombardamenti degli Angloamericani ed alla ferocia dei tedeschi in ritirata. Presso il Convento, sino alla chiusura avvenuta nel 1992, è stato attivo un Istituto per minori, al quale si è dedicato con impegno esemplare il defunto Padre Cipriano Caruso, un francescano che amò immensamente la Madonna della vigna dedicandosi generosamente al prossimo più indifeso.