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Il Teatro Ritrovato del Monte San Nicola

La conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale del Comune di Pietravairano sono uno degli obiettivi prioritari dell'azione politica dell'Amministrazione da me presieduta. Negli ultimi anni,infatti, numerosi eventi culturali (convegni,seminari,visite guidate ecc.) sono stati indirizzati verso la diffusione della conoscenza del patrimonio locale. Nel 2011, la stipulazione di un protocollo d'intesa tra il Comune ed il dipartimento dei Beni Culturali dell'Università del Salento, sotto la direzione scientifica del prof. Gianluca Tagliamonte, ha rappresentato un momento fondamentale per una più efficace azione di conoscenza e di valorizzazione del complesso archeologico del Monte San Nicola, vero fiore all'occhiello di tutto il territorio campano.
Voglio ricordare,infine, che il Teatro-Tempio, oggetto negli ultimi anni di numerose campagne di scavo, dagli inizi del 2015 è sottoposto ad un consistente intervento di consolidamento e restauro, con l'obiettivo di garantirne la conservazione per le generazioni future ed una migliore fruizione ai turisti che – sono certo – giungeranno ancor più numerosi a partire dai prossimi mesi.

Francesco Zarone, Sindaco di Pietravairano

La storia

Nel 2001 un appassionato di volo, il prof. Nicolino Lombardi, sorvolando la cresta del Monte san Nicola, notò alcune strutture parzialmente interrate che disegnavano la caratteristica forma semicircolare di un teatro. L'analisi delle foto, scattate in quella occasione, permise di identificare nel sito la presenza di un monumentale e scenografico impianto santuariale, costituito da un tempio e da un teatro disposti in asse su differenti livelli, entro un'area estesa poco meno di 3000 metri quadrati. Gli scavi archeologici, condotti dapprima dalla allora Soprintendenza per i Beni Archeologici delle provincie di Napoli e Caserta (2002), poi da questa insieme alla Università del Salento- Lecce (2005,2006,2007-2008), infine dalla Università del Salento (2012,2013,2014), hanno consentito di mettere in luce i grandiosi resti del complesso teatro-tempio e di datarne la costruzione a età tardo-repubblicana romana (fine II-iniz I sec. A. C.).

Ubicato sulla cresta del Monte San Nicola (a quota 409m s.l.m.), il santuario era ed è inserito in uno scenario naturale di grande bellezza e valore paesaggistico: dalla terrazza del tempio lo sguardo spazia da Venafro e Presenzano a nord, fino a Mondragone a ovest, da Alife e al Monte Taburno a sud, sino al Massiccio del Matese a est. Edificato forse per motivi più simbolici che pratici, esso era al servizio di una popolazione che viveva dispersa nel territorio circostante, per lo più dedita ad attività rurali. Il tempio, che insiste nella porzione più alta del complesso, si erge da una terrazza quadrata di circa 22 metri di lato, e misura 11,54 metri di lunghezza e 13,62 di larghezza. Si tratta di un tempio di tipo "tuscanico", a triplice cella, con facciata tetrastila (con colonne in laterizio) che, nelle proporzioni, rispetta in buona misura il canone teorizzato da Vitruvio, il grande storico dell'architettura di età romana. Nello spigolo di sud-est sono i resti di una vasca in coccio pesto che doveva raccogliere l'acqua proveniente dal tetto del tempio, per poi convogliarla verso una vicina cisterna. Il teatro è collocato sul versante meridionale del monte,una ventina di metri più in basso.

La cavea, caratterizzata dalla consueta pianta semicircolare, sviluppa un raggio di 21,5 metri ed è in parte ricavata dallo scavo del pendio naturale. Tre scalette dividono le venti gradinate ritrovate in quattro cunei. Il complesso aveva perso la sua funzione originaria già nel II sec. D.C., quando alcune sepolture si impiantarono nella terrazza superiore. Altre tombe si datano a età longobarda, a testimonianza di una rioccupazione del sito in età medievale. A tale epoca si data anche la piccola cappella quadrata,di circa tre metri di lato, costruita sull'estremità orientale della scena del teatro. La parete orientale conserva, in una nicchia, piccoli lacerti di un affresco che la tradizione locale riferisce al culto di San Nicola. Il complesso archeologico, è oggetto di un radicale intervento di restauro e di valorizzazione e sarà aperto alla pubblica fruizione entro l'anno; l'accesso sarà facilitato da un moderno sistema meccanico di risalita.

 

Ortofoto Del Santuario Novembre 2015