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La Chiesa di S. Eraclio


 

Chiesa di S. Eraclio

 

La Chiesa Matrice di Pietravairano, dedicata al protettore Sant' Eraclio, vescovo e martire africano, va senz'altro annoverata tra le parrocchie più antiche della Diocesi di Teano Calvi, essendone accertata la sua esistenza quale ufficio curato sin dal 1182, così come si evince da una pergamena in gotico beneventano custodita in archivio.Essa è molto importante sotto il profilo storico; infatti, oltre a tramandare la notizia della fondazione della Chiesa di Sant'Eraclio ad opera di un certo presbitero Pietro ci riferisce anche sulla celebrazione della festività del Santo Patrono già dal XIII secolo. Sulla parete dell'abside, vi è un grande quadro, risalente al XVI secolo, che raffigura la Santissima Vergine con il bambino Gesù che stringe al petto una piccola sfera. Di grande pregio e valore storico sono l'altare e il battistero di onice, donati da Francesco VI Grimaldi nella prima metà del '700. Sulla Cantoria si conserva un organo prezioso costruito nel 1875 dalla Ditta Petrucci di Napoli e strutturato in 916 canne, 2 tastiere, pedaliera e 12 registri.

FONTE: CIFONELLI Renato, Pietravairano in terra di lavoro, Corrado Zano Editore, 2008.

 


Interno Chiesa S. Eraclio

 

CENNI STORICI S.ERACLIO

Non sono in pochi a ignorare le origini del Santo, la sua vita, il suo apostolato, la sua morte. Non mancano frange di leggenda. S.Eraclio visse e testimoniò la fede in Cristo Figlio di Dio e della Vergine Madre Santissima, e nella Chiesa Cattolica e Apostolica. L’Africa, molto probabilmente gli dette i natali Fu creato Vescovo al tempo di Genserico (m.477), e re dei vandali al quale è legata molta parte della sua vita e del suo martirio. Genserico, dopo la tragica morte del fratello Gunderico (428) divenne re di Spagna. Divorato dalla sete del potere, con un esercito di 80mila soldati si reca nell’Africa settentrionale (429), abbandonata dagli imperatori di Roma e di Costantinopoli e lasciati nelle mani del conte Bonifacio, che nulla poteva contro la forza e la violenza del vandalo, che spazzando ogni resistenza, in poco tempo,divenne l’incontrastato padrone seminado terrore tra la popolazione, permettendo alle sue orde saccheggi e distruzioni. Stringeva d’assedio la città che ostacolando il suo belluino furore.  Nel 430 assedia per 14 giorni d’Ipponia; durante l’assedio morì il Vescovo della Città: Agostino di Tegaste. A succedergli è il vescovo Eraclio, che con

Sant' Eraclio
gli altri Pastori della Mauritania, della Numidia e della Proconsolare si oppone alla persecuzione di Genserico e al suo piano di espansione dell’arianesimo nell’Africa settentrionale. Prima di morire Genserico, per allontanare la condanna della storia di essersi macchiato del sangue dei Vescovi che aveva fatto prigionieri, tra i quali il Vescovo di Ipponia Eraclio, affidò la loro sorte ad una fragile imbarcazione, che, dopo due giorni di navigazioni, prodigiosamente, approdò sui lidi della Campania. I sacri Ministri vi lessero la Volontà di Dio, che li chiamava all’ evangelizzazione di quelle terre, lacerate dall’eresia e dalla politica. Eraclio riferisce la tradizione, tenne per il territorio lungo il corso occidente del fiume Volturno, finquanto non fu preso e ucciso per mano dei vandali ariani, che si trovavano in quelle terre, ove avevano fissata la dimora con Capua centro. Il loro odio contro il “Galileo” era diabolico. Molti furono i prodigi che seguirono al glorioso martirio del Vescovo Eraclio, la cui eco valicò le sponde del Volturno. A raccogliere questa fede e a testimoniare del Santo Martire Eraclio furono le popolazione del nord casertano. A esprimere la particolare celeste protezione fu Pietravairano, che volle consacrata da Lui la sua chiesa sin dalla sua costruzione per opera del “Presbiterio Pietro”.


Tratto dalla Gemma di Pietravairano Padre Odorico Tempesta



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