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Il Borgo Antico
Fu così intrapresa la costruzione di case, come oggi si vedono nel centro storico, legate l’una all’altra , segno di unità e di forza, vie strette e non molto lunghe; serie di archi e di pochi spiazzi, circondando tutto il resto con mura spesse, con sei porte, con poderose torri, da formare unitamente una fortezza, un vero e proprio accampamento fortificato: Castrum in pietra. Gli abitanti di Pietravairano in un primo momento erano insediati nella zona ristretta tra il Castello e via Collegiata, sulla quale si apriva la “portella”, che rappresentava la porta di soccorso della fortezza, limitata a sud-ovest dalla Chiesa di Sant' Eraclio e a sud-est dalla Porta della Grotta. Successivamente per contenere l'accresciuta popolazione, il centro urbano si sviluppò anche nella parte sottostante alla via Collegiata dando origine alla zona denominata "sotto Il centro storico di Pietravairano, ancora oggi si presenta diviso in zona Castello e zona sotto Percorrendo il centro storico, si possono ammirare i Palazzi gentilizi risalenti in massima parte al 1700/1800. Questi palazzi, espressione della nascente borghesia locale che veniva sostituendosi al potere feudale ormai al tramonto, tendevano soprattutto ad evidenziare la posizione sociale dei proprietari con il ricorso a particolari elementi decorativi come il portale in pietra, una struttura architettonica a linea curva, di stile e fogge diverse, poggiante in genere su due piedritti. Il portale diventa il primo ed immediato elemento visivo di una differenziazione sociale che si impongono allo sguardo dei passanti ai quali, peraltro, non manca di evidenziare l'importanza e l'antichità della famiglia allorquando nella chiave di volta reca scolpito lo stemma del casato. In particolare, tra i portali dei Palazzi del centro storico, è da notare che alcuni di essi (palazzi Bassi, Cerbo, etc) hanno scolpito in chiave un simbolo, in altri sono riprodotte figure araldiche (palazzo Marrocco e Palazzo De Robbio).
Tratto da: Pietravairano in terra di lavoro di CIFONELLI Renato
Da sinistra: Palazzo Cerbo, Palazzo Marrocco, Palazzo Bassi e Maraone, Palazzo Belli.
Chi dalla "Taverna" sale a piedi, è costretto a soffermarsi ogni tanto per prendere ampi e ossigenati respiri e riprendere a salire, salire sempre percorrendo stradette e stradine, che salgono a gradoni di pietra oggi poco più di duecento,dai venti e più centimetri di alzata e dalla piedata di uno,due e più metri per raggiungere la piccola e ariosa piazza cittadina delimitata dalla Chiesa Matrice S.Eraclio. Dal nuovo Palazzo Comunale e dalla ringhiera del belvedere. Di qua l'occhio spazia e ammira lo spettacolo della sterminata pianura e vede l'espandersi ininterrotto della nuova Pietravairano il Vecchio Borgo che da sempre più si estende nei quattro lati, sia in civili abitazioni, sia con edifici a livello commerciale e industriali. Anche dall'alto il paesaggio cambia di continuo, suggestivo sempre. Per chi scende detto
I terrazzi sono pochi, quasi inesistenti per la particolare posizione in cui viene a trovarsi la cittadina . Davanti a tutte le abitazioni, sulle soglie e sui balconcini vi sono vasi e fiori: garofani, rose, gerani, che scendono a grappolo e fanno mostra dei colori e riempono l'aria di profumi. Dalle case, è inutile ricordare, che in certe ore si elevano profumini della gustosa e genuina culinaria locale, resa appetibile, perchè fatta unicamente con prodotti locali. Tutta la zona,oltre ad essere sorgente di vita e di benessere, è oggetto di meraviglia per lo spettacolo che offre.
Tratto da : “
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